Gli MMS possono violare la privacy
Data: Thursday, 30 March @ 08:37:00 CEST
Argomento: MMS


Attenzione agli mms: le foto scattate con il cellulare ledono la privacy, quindi sono passibili di condanna penale. E' la Corte di Cassazione a mettere in guardia dall'uso 'distratto' dei telefonini con fotocamera, in una sentenza che rende definitiva la condanna di un giovane di origine albanesi con l'accusa di "interferenze illecite nella vita privata" di una ragazza immortalata più volte col suo cellulare.

Ma il verdetto, più in generale, fissa le regole per l'utilizzo corretto di un mezzo tecnologico sempre più diffuso. La vicenda da cui prende le mosse la Suprema Corte, in realtà, è più complessa: il venticinquenne albanese era stato denunciato da una ragazza di Trento per averla fotografata col suo cellulare mentre era sull'autobus e all'interno del negozio dove lavora. Un caso particolare, perché il giovane aveva già una condanna a suo carico, ed era stato processato anche per altri reati, tra cui quello di violenza privata, molestia e minaccia. Per la quinta sezione penale, sono da sanzionare "le incursioni abusive nella vita privata altrui, fissate con strumenti tecnici suscettibili di riprodurre la violazione di ambiti riservati e preclusi all'osservazione indiscreta di terzi". Non solo: anche un mms scattato sul luogo di lavoro può provocare una "lesione di riservatezza". Si tratta, secondo i guidici, di "interferenze illecite" ovunque si svolga il lavoro dei privati, in uno studio professionale come in un bar o un ristorante. "La facoltà di accesso da parte del pubblico - sottolinea la Suprema Corte - non fa venire meno nel titolare il diritto di escludere singoli individui non autorizzati ad entrare o a rimanere". E se l'articolo 615 bis del codice penale "punisce le intrusioni nel domicilio altrui, realizzate mediante insidiosi mezzi tecnici come strumenti di ripresa visiva o sonora", anche l'mms finisce sotto accusa e diventa pericoloso proprio per chi lo usa. La fotografia 'rubata', infatti, può costituire 'intrusione' nella privacy se scattata "all'insaputa o contro la volontà di chi ha lo 'ius excludendi'". La prossima volta, prima di mettere a fuoco, meglio chiedere il permesso. Da news kataweb.





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