
i-mode: tutto quello che c’è da sapere
Data: Tuesday, 09 March @ 10:35:54 CET Argomento: i-mode
i-mode è l’acronimo di Internet-mode, ovvero modo Internet. Rappresenta, almeno in Giappone, la nuova frontiera della telefonia mobile e dell’accesso a Internet. Arrivato in Europa e ultimamente anche in Italia, non sta riscontrando lo stesso successo.
Lanciato nel 1999 dalla società NTT DoCoMo (filiale del colosso giapponese delle telecomunicazioni NTT), questo servizio mobile di accesso a Internet per telefoni cellulari ha spopolato nel Paese del Sol Levante. In poco più di quattro anni ha raggiunto i 40 milioni di utenti, che hanno accesso a più di 3.600 siti ufficiali, dei quali, almeno 660, in grado di fornire contenuti realizzati con tecnologia Java.
Dal Giappone, grazie a partnership esclusive tra NTT DoCoMo e operatori locali, l’i-mode si sta lentamente espandendo al resto del mondo con alterni successo. Tecnicamente, si tratta di un sistema dati voce ordinario. Mentre il sistema voce è “con commutazione a circuito” (cioè se si desidera accedere a un servizio ci si deve connettere), l’i-mode è “con commutazione a pacchetti”. Ciò significa che l’i-mode permette di essere sempre connessi. Quando si seleziona un’icona i-mode dal menu del cellulare, i dati vengono immediatamente trasferiti.
I dati sono quindi trasmessi dal gateway i-mode DoCoMo ai cellulari tramite la commutazione a pacchetto. Il costo a carico dell'utente è dunque calcolato in base al numero dei pacchetti di dati trasmessi, non in base alla durata del collegamento. Poiché la trasmissione avviene per blocchi di dati, non è necessaria la connessione telefonica. Il collegamento non è istantaneo, ma la durata è, in genere, limitata ai pochi secondi necessari all’arrivo dei primi dati e un pacchetto contiene circa 128 byte di dati.
La velocità massima per il trasferimento dati dal sistema centrale verso i terminali i-mode è di 28.8 kbit/sec per i modelli superiori della gamma, e 9.6 kbit/sec per i modelli standard. Si tratta di standard 2G, 6 volte più lento di un collegamento di 64 kbit/sec ISDN, ma sufficiente per i dati i-mode. Questo standard ha ottenuto un enorme consenso di pubblico, in Giappone, per svariati motivi. Per prima cosa, la moltitudine di servizi e contenuti a cui si ha accesso. L’utente che sottoscrive il servizio i-mode, infatti, invia e riceve e-mail e naviga tra infiniti contenuti online: notizie, meteo, risultati sportivi, suonerie e sfondi per cellulari, giochi, home banking, acquista biglietti aerei e ferroviari, insomma, naviga in Rete tramite il proprio cellulare i-mode.
Inoltre, NTT-DoCoMo ha reso i-mode facile anche per gli sviluppatori e, di conseguenza, anche per gli utenti. Lo standard di programmazione è il cHTML (HTML compatto, a volte chiamato iHTML), un sottoinsieme dell’HTML ordinario. Oltre ai normali tag HTML, vengono utilizzati alcuni tag i-mode-only, specifici (per esempio il tag per inserire un link che cliccato connette direttamente a un numero di telefono, o un altro tag utilizzato per informare il motore di ricerca che una pagina Web è i-mode).
E poi ci sono i caratteri speciali di DoCoMo, gli emoticons, chiamati, in questo caso, "emoji", i famosissimi simboli utilizzati per “esprimere” i sentimenti: gioia, baci, amore, tristezza ecc. Il tutto prestando molta attenzione al peso di una pagina i-mode, che è di circa 5 kbyte, anche se lo standard suggerito è nell'ordine dei 3 kbyte per rendere il caricamento più veloce.
A questi motivi di successo va aggiunta, almeno per il Giappone, una serie di motivazioni “secondarie”:
- Il prezzo relativamente basso dei costi di connessione e di acquisto dei terminali;
- Alta penetrazione del cellulare sul mercato (60 milioni di abbonati in Giappone);
- Penetrazione relativamente bassa del Pc nel paese;
- L’i-mode utilizza il sistema di commutazione a blocchi, “always on”, e carica i dati in un lasso di tempo decisamente basso.
- Le e-mail fanno da “killer ap” come agli inizi di Internet. ì
A un primo sguardo può sembrare che l’i-mode sia un’evoluzione del Wap, in realtà questo non è corretto. Sia l’i-mode sia il Wap sono sistemi complessi e le tecnologie utilizzate sono differenti. L’i-mode si basa, come già precisato, sul linguaggio cHTML, che è un sottoinsieme dell’HTML. È quindi relativamente facile da utilizzare per gli sviluppatori Web perché è un linguaggio conosciutissimo. Mentre il "WML", linguaggio di programmazione per le pagine Wap, è più difficile e poco conosciuto. Un'altra differenza è legata al collegamento: l’i-mode si basa sulla commutazione a pacchetti, quindi su una connessione continua, mentre i sistemi Wap, in Europa, sono attualmente legati alla commutazione a circuito, un collegamento, cioè, che è necessario attivare.
Fonte: www.smau.it
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